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Serengeti photoalbum 

Sabato 25 Luglio

Dal Ngorongoro al Serengeti

 

Di nuovo all’alba, partenza, di nuovo la nebbia sul cratere: una mandria di bufali cerca di sembrare un gruppo di gorilla, ma non ci riesce molto bene. Passiamo dalle gole dell’Olduvai, pare essere la culla della umanità: ci spiegano che gli scavi hanno fatto emergere i resti dell’anello mancante fra l’australopiteco e l’homo erectus. Chissà se sarà vero. Forse la deviazione poteva essere evitata. In compenso evitiamo la visita al villaggio Masai. Arrivati al Serengeti inizia una discussione che si protrarrà per i due giorni successivi su dove possa essere la grande migrazione, oggetto della nostra libido. La versione più accreditata è che le bestie siano più a Sud-Ovest di dove ci stiamo dirigendo, per cui dovremo accontentarci di quel che vediamo. Non ce ne dispiaciamo a lungo, in verità: lo spettacolo della grande pianura è molto bello: come al solito leoni e ippopotami sono i più gettonati: quasi non ci accorgiamo delle zebre, degli impala e degli gnu. Le giraffe al momento ci stanno risparmiando. Molto bella la scena di un leopardo che dorme su un albero dopo aver portato su un’altra biforcazione l’impala che sarà oggetto della sua cena. Si scatena una gara fotografica fra Leo e Roberto: chissà quale sarà l’esito. Il Serengeti  Migration Camp è bello ed accogliente; meno il suo gestore, un po’ spocchioso e distaccato (Leo dice che è culano). Le tende sono di lusso e molto ben attrezzate. Da segnalare il cocktail al tramonto vicino al fuoco: mentre Roberto si innamora del braciere e decide di metterne uno a Cazzola, Leo si spende in un generoso e nobile sforzo di immortalare contemporaneamente buio, luna e incendi all’orizzonte, il tutto fra gli alberi: mitico! Le signore invece inaugurano l’usanza del gin-tonic al tramonto, che non abbandoneranno più fino all’ultimo giorno (in realtà era cominciata molto prima ed al Manor Nanda ne aveva presi due, ma sorvoliamo). A cena, il solito: soup of the day, pesce/spezzatino e contorno vegetariano, tortino di frutta e caffè; peccato che una rumorosa compagnia di spagnoli turbi il silenzio della sera a lume di candela.

Domenica 26 Luglio

Serengeti

 

è la giornata del ruminante. Partiamo alla ricerca per quanto possibile della grande migrazione. Nel tragitto, Franco ci porta anche sulle pendici delle montagne che si incontrano nel Serengeti: è tutto un susseguirsi di avvistamenti:con qualche cospicua eccezione di elefanti, è un susseguirsi di mandrie più o meno grandi di zebre, gnu ed impala. Non c’è tempo per distrarsi: ovunque si butta l’occhio, in qualsiasi momento c’è sempre qualcosa da vedere e si incontrano nuovi animali: elefanti, zebre, blue wildebeest (gnu), antilopi, tsessebe, eland, kudu, waterbuck, bushbuck compresi i dikdik, le manguste e le onnipresenti gazzelle di Thompson (chi era costui?). Verso mezzogiorno, arriviamo al punto più a nord, vicino al confine con il Kenia. è il posto ove troviamo la maggiore concentrazione di zebre e di gnu che si stanno predisponendo a migrare: sono scenari da favola. File interminabili di animali, uno dietro l’altro che camminano tutti nella stessa direzione e nello steso sentiero. Angela e Nanda, ormai anche loro perennemente in piedi nella jeep, sembrano personaggi mitologici, metà umane e metà binocolo. Leo e Roberto confidano sulle capacità di memoria digitale delle loro macchine. Sarà impossibile da dimenticare.