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Selous photoalbum 

Lunedì 27 Luglio

Verso il Selous

 

Giornata più facile da dimenticare.

All’air strip salutiamo Franco: una ottima persona cui facciamo sinceri auguri (e una lauta mancia). Per arrivare al Selous, la Coastal Aviation riesce a farci fare il giro della Tanzania. Già alla prima tappa siamo in forte ritardo a causa di una coppia di inglesi che con due soli biglietti pretendeva di imbarcarsi in tre. Pare avesse trascurato di segnalare anche la figlia tredicenne!. Superato il problema, passiamo da Arusha (cambio di aereo), Zanzibar e Dar Es Salaam (cambio di pilota) per poi fare tappa nel Selous a BehoBeho, Lake Mwanze e, finalmente, Mtemere (omettiamo di ricordare che ad ogni tappa Leo scendeva a pisciare e a controllare che i bagagli scaricati non fossero i nostri). Rintronati, accaldati e stanchi arriviamo alle 5 del pomeriggio, accompagnati dal nuovo driver Omarij, all’Impala Camp. Qui scopriamo che il campo è gestito da tre simpaticissimi italiani, Matteo, Barbara e Pietro che ci accolgono con squisita ospitalità e cordialità. C’è anche Andrea, laggiù nel fiume, che ci saluta. L’Impala Camp è appena un po’ più rustico dei precedenti lodges, ma è comunque notevole, anche per la cura e la attenzione con cui è tenuto e mantenuto. Le tende sopraelevate sono spaziose e confortevoli e si raggiungono, specie di sera solo con la scorta dei masai del campo, dato che gli animali sono liberi di girare. A proposito, Andrea è un ippopotamo vecchio e senza un orecchio che Matteo ha adottato e che ricambia le attenzioni tenendo perfettamente rasata l’erba del giardino! Ovviamente Leo non può non fare il servizio fotografico alla tenda ed al suo contenuto: chissà perché in queste foto c‘è sempre la Nanda in accappatoio? La sera, di fronte al fuoco, ci accordiamo per un boat safari l’indomani al mattino: presa dall’entusiasmo l’Angela si fa convincere da Matteo ad abbandonare il gin tonic ed assaggiare un cocktail di sua invenzione, mentre Roberto, speranzoso, prova un intruglio chiamato Dente di Leone (buonissimo). Ottima veramente la cena, piacevole la compagnia, profondo il sonno ristoratore.

Martedì 28 Luglio

Il Selous

 

Accompagnati da Gerard, guida locale, passiamo l’intera mattinata sul fiume Rufiji in barca: dopo tanta jeep e tanti sobbalzi, un giro riposante ed esaltante al tempo stesso: ci vengono quasi a nausea ippopotami e coccodrilli, mentre ci riempiamo gli occhi e la mente di ogni sorta di animale acquatico, dalle gru agli aironi, dalle aquile pescatrici alle oche egiziane. Anche qui non c’è un attimo di tregua: splendidi panorami fluviali e moltitudine di animali. Forse ci ricorda il Botswana (un pò Okawango ed un pò Chobe) ma è unico nel suo genere. Dalla barca, sulle rive troviamo giraffe (rieccole!), elefanti, impala, bufali, scimmiette varie, sempre sorvegliati a vista da ippopotami e molti coccodrilli. A proposito, chissà a cosa servono i giubbetti salvagente presenti sulla barca? A malincuore dopo 4 ore si rientra per il pranzo, non prima di aver salutato Andrea, sempre al suo posto all’imbocco del canale. Dopo pranzo, di nuovo in macchina per il safari pomeridiano. All’occhio di falco dell’Angela, ormai una vera tracker , non sfugge in lontananza la sagoma di un leone e dà subito l’allarme. Molto ariosamente il driver esce dalla pista, si avvicina al leone e poi ci dice che dove ce ne è uno ci potrebbero esserne altri. Sorpresa!  Troviamo una intera famiglia di dieci leoni che si riposa sotto le frasche. All’improvviso sbucano due leoncini piccolissimi che diventano le star dello show. Fra mugolii di gioia e sospiri di tenerezza da parte delle donne ed una frenetica agitazione fotografica dei maschietti, passa una buona mezzora. La Nanda giura di voler stare lì a vita, ma viene convinta e ci da il permesso di allontanarci. Sulla via del ritorno, perseguitati dalle giraffe, ci imbattiamo in una famiglia di licaoni, rarissimi canidi feroci cacciatori, purtroppo in via di estinzione, forse per la loro bruttezza… La cena, a nostra sorpresa è stata organizzata solo per noi, da Matteo e soci, in mezzo al bush intorno al fuoco. Estremamente romantico e selvaggio… (in realtà siamo a meno di 5 metri dalla veranda dove avevamo cenato la sera prima e fatto colazione la mattina, ma non si vede nulla oltre il fuoco e le stelle nel cielo e a noi è piaciuto davvero molto).