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Amsterdam photoalbum

Domenica 19 Luglio

Finalmente si parte!

 

L’ottimo Francesco ci accompagna a Linate dove con terrore scopriamo una fila mostruosa al check-in per Amsterdam. Ma Leo, efficiente come al solito ci informa di aver già provveduto da casa al checkin elettronico per cui bypassiamo la coda. Volo regolare: Atterrati, andiamo al ritiro bagagli: nel rullo ci sono solo i nostri! Immaginiamo gli altri passeggeri (erano più di duecento) pronti a imbarcarsi verso vellutati paradisi (fiscali?) mentre noi resteremo a Amsterdam (A’dam come scrivono qui). Dopo aver litigato con la macchinetta dei biglietti per il treno, riusciamo a prendere di corsa la connessione con il centro città. Qui perdiamo un po’ di tempo per confermare la prenotazione del tour in barca e, nonostante  il capriccio di Roberto che si rifiutava di fare il porter dei bagagli di famiglia, arriviamo in albergo. Nel pomeriggio, breve giro in centro (non potevano mancare Piazza Dam, le gioiellerie, le case storte ed i canali). La sera grandiosa mangiata di ottimi crostacei da Lucius, prima del Romantic Candle Tour sul barcone, in giro per i canali di Amsterdam. Ben presto realizziamo che è una boiata pazzesca e mentre Leo e Roberto si consolano con vino e formaggi, Nanda ed Angela fingono di interessarsi pur di non riconoscere di avere preso una grossa cantonata.

Lunedì 20 Luglio

In volo per Arusha.

 

Partenza quasi normale da A’dam. Sembra un giorno come un altro anche se questa volta si parte per una destinazione diversa: già l’aeroporto si chiama Kilimanjaro! Arrivo alle ultime luci del giorno. Appena entrati nella hall dell’aeroporto c’è un casino pazzesco per l’apposizione dei visti di ingresso. La Nanda, sorniona, fa gli occhi dolci ad una guardia che si fa consegnare i nostri passaporti e ci fa passare avanti a tutti gli altri… (in realtà la Nanda oltre ai 200$ per i visti gli dà anche altri 20$ di mancia). Incontriamo il locale rappresentante della Leopard Tours: parla italiano ed è fin troppo esuberante. Con una guida spericolata nel buio più totale, ci porta in albergo. Cena, per fortuna ci ricordiamo all’ultimo momento del malarone e subito a nanna appena disturbata da un fastidioso rumore di origine ignota