Our special thanks to Mr Richard Chin for his suggestions and the awesome tour organisation
Partenza nella notte da Malpensa e arrivo a Doha all'alba.
Lunghe code, breve ma intensa colazione e attesa di sei ore.
Altro lungo volo con emozionante sorvolo di alcuni 8.000 forse identificati nella fotografia.
Arrivo in China pochi minuti dopo mezzanotte.
SunWorld Hotel
Primo impatto con la grande ressa e con il metodo cinese degli spintonamenti.
Peccato che per la calca non si apprezza la città proibita in tutto il suo splendore.
Bisogna assolutamente rivedere il film "L'ultimo imperatore" di Bertolucci.
Impressionante lo smog, fantastico il detto cinese sui cani che abbaiano quando vedono il sole.
Molto interessanti le descrizioni della guida su città, usi e costumi moderni:
7 anelli di tangenziale, acquisto targhe, 34 mln abitanti, controllo nascite, costo appartamenti, etc.
Visita al Palazzo d'Estate con giro in battello a testa di drago.
Bello lo spettacolo serale Beijing Acrobatic Show con numeri molto "cinesi".
Acrobatic Show
Pranzo e cena molto validi per l'occulata scelta delle portate da parte della guida, che si rivela un piccolo boss locale.
Scoperta dell'acqua calda e del thè. Per ora il "piccante" non è stato ancora scoperto.
Piccolo dramma mattutino ai piedi della cabinovia a causa di una giacca a vento dimenticata in auto ...
Grandiosa la muraglia, anche qui una marea di gente che date le dimensioni del percorso è ancora più impressionante.
Panorama da urlo, peccato per la foschia. Vale lo sforzo di inerpicarsi e spintonare un pò per arrivare in alto.
Pranzo a mezzogiorno al turistico Golden Palace:
folgorazione per la scoperta del cibo piccante che diventerà un must per i prossimi pasti.
Nel omeriggio fare la Via Sacra delle tombe Ming in auto elettrica ti fa sentire un vero signore,
specie dopo che le nostre donne hanno accarezzato con passione la tartaruga della fertilità (bah!).
Sosta fuori programma nella zona olimpica: il bird nest è veramente bello.
Ming ci porta ad una tea-room con annesso shop. Degustazione in un salottino privato in stile: i maschietti sono però più interessati alle efebiche grazie della cameriera
Anche se deluse dall'aver provato solo cinque tipi di the dei novanta disponibili, le signore si riprendono però nell'ardore dello shopping.
Alla sera non poteva mancare la famosa anatra laccata, con relativa esibizione del cameriere
e non poteva mancare un giro nella Wangfujing Walking Street attigua all'hotel tra scorpioni da friggere e scorpioni già fritti.
Brutta giornata metereologicamente parlando: freddo e un pò di pioggia.
Giro in rischiò, interessante anche se vissuto con un pò di imbarazzo per la fatica immane dei porters.
Risciò
Ming affronta eroicamente la giornata, pur con qualche linea di febbre ed una forte influenza.
Prima cerca di curarsi bevendo grandi quantità del suo the nero, ma alla fine accetta qualche medicina occidentale dalla nostre dottoresse.
Nella cittadella buddista si respira una strana aria: un pò di misticismo col profumo dell'incenso ed
un pò di eccessiva voglia di vestigia del passato.
In ogni caso, per convinzione o per scaramanzia, una suonata alle campane e l'accensione di tre bastoncini di incenso non può far male.
Impossibile non passare da Piazza Tien'anmen e farsi fotografare con il ritratto di Mao nello sfondo.
Fantastica la struttura ad uovo dell'Opera di Pechino.
Visita al Tempio del Cielo con lunga camminata tra strani costumi di minoranze etniche.
Alla sera si prende il treno verso Xi'an: la realtà ferroviaria cinese
è strutturata su affollate sale d'aspetto tipo gate aeroportuali e soprattutto tanta tanta gente.
La prima classe del luxury soft sleepers a due cuccette è comunque di standard elevato.
Momento di panico all'arrivo in stazione: non c'è nessuno ad aspettarci!
Per fortuna con intraprendenza Leo riesce a trovare la diversa uscita dove l'ineffabile Tien ci stava aspettando.
Grand Noble 
Breve sosta in albergo e poi subito al Museo della Antica Civiltà Shaanxi. Bello e ben curato con splendidi reperti di bronzo e terracotta.
Tien, da uomo ricco di cultura, ci tiene molto a spiegarci che le anfore a quattro piedi sono molto importanti perchè in tutta la collezione ce ne sono solo un paio contro le centinaia a tre appoggi.
A pranzo Leo prende la decisione storica di rinunciare alla birra e inizia a pasteggiare solo col il the. Con grande coerenza sarà così fino alla fine del viaggio.
Al pomeriggio, dopo la visita alla Torre della Campana (al centro esatto della città), ci avventuriamo nel quartiere mussulmano con un pò di trepidazione.
La confusione è tanta, ma ben presto ci si perde nel un tripudio di gente, di etnie, di colori e di odori nonchè di strane prelibatezze culinarie.
Roberto è molto attratto da una simil torta di riso ma non osa assaggiarla.
Visita alla antica casa della famiglia del generale Gao e poi un salto sulle vecchie mura molto ben conservate.
Cena a teatro per una ottima cena a base di ravioli di vario genere: il dumpling banquet,
e per la celebrata sgargiante rappresentazione musicale Tang Dinasty Show
Tang Dinasty Show
Si parte presto per visitare l'Esercito di terracotta
I cinesi sono strani: dove trovano qualche reperto archeologico, mentre ancora stanno scavando, costruiscono intorno un grande "dome" e poi lo aprono ai visitatori.
Grandioso spettacolo delle migliaia di statuette dei guerrieri e dei loro cavalli conservato in tre grandi strutture ciascuna con la propria area di scavi ancora aperta
e con la zona di laboratorio per il restauro dei vari cocci: roba da puzzelisti ultra esperti!
Al pomeriggio visitiamo la Bell Tower ed il museo cittadino di Xian dove la Betty resta folgorata da una serie di statuette di cortigiane in terracotta,
forse perchè a quel tempo le donne paffutelle erano considerate una vera bellezza....
Per tutto il resto del viaggio cercherà inutilmente di trovare una loro riproduzione da portare a casa come ricordo.
La sera torniamo al teatro, ma solo per una ricca cena a buffet. Arriviamo giusto in tempo prima che una orda di coreani invada il locale
e riusciamo, sia pure a fatica, ad assaggiare le innumerevoli specialità, fra cui i famosi spaghetti di riso fatti al momento.
Per stupirci, Tien ci porta dopo cena a visitare un centro commerciale sul cui enorme soffitto vengono rappresentate
scene e filmati di paesaggi, storia ed opere d'arte. L'effetto è molto bello e suggestivo.
La serata si completa all'aperto (e sotto una breve leggera ma fastidiosa pioggia) godendo dello spettacolo dei giochi d'acqua musicali,
in una enorme piazza all'uopo attrezzata.
Xian Night Lights
Ci dicono che sia lo spettacolo “più grande del mondo” la cosa ci sorprende solo in parte perchè in Cina tutto è un pò più grande.
Trasferimento in treno alta velocità CRH “bullett train”
Si cambia città e guida: dopo un tranquillo viaggio sul Bullet Train, nella moderna città di Luoyang, ci aspetta Mary (il nome cinese ci è ignoto),
finalmente una ragazza carina e preparata, anche se fare la guida non è proprio il suo mestiere...
Ancora non si vede il sole: ormai è più di una settimana che viviamo i una cappa di smog e con il cielo plumbeo.
La giornata è dedicata alla visita delle grotte di Longmen: migliaia di cripte scavate nella roccia di una montagna in riva al fiume
e in ciascuna una statua di Budda l'una diversa dall'altra, alcune microscopiche, altre molto più grandi.
L'apoteosi è sulla sommità di una scalinata dove troneggia un gigantesco Budda affiancato da enormi divinità e guerrieri.
Longmen Grottoes
Alla fine tuttavia pur essendo molto suggestivo, il tutto risulta un pò monotono per la ripetitività dei temi proposti.
Nel mezzo della visita, un piccolo grande dramma: la Lumix di Leo cessa di funzionare a seguito di una ... accidentale caduta al suolo.
Pare che molti Budda si siano dovuti allontanare per non sentire le reazioni verbali della Nanda!
Del resto è noto che Leo ama cambiare macchina fotografica durante i suoi viaggi.
Dopo un deludente ed inutile tentativo di visitare il Museo delle Vecchie Tombe (siamo arrivati verso l'orario di chiusura e ci hanno praticamente cacciato fuori),
in serata festeggiamo il compleanno dell'Angela in una saletta privata in un elegantissimo ristorante.
Completamente all'oscuro di tutto, l'Angela si commuove dapprima quando viene cantato il coretto dedli auguri in cinese e sopratutto poi quando viene servita la torta:
non abbiamo capito se perchè non se lo aspettava o se perchè fosse in crisi di astinenza da dolciumi.....
del resto è stato l'unico dolce che abbiamo mangiato durante l'intero viaggio.
Compleanno Angela
Peony Hotel
Dopo una rapida visita al King’s Chariot Drawn by Six Horses Museum ricco di reperti archeologici in parte ancora da tirare fuori dal terreno, si parte alla volta di Shaolin Temple.
Breve sosta presso il tempio delle giovani
monache buddiste (con relativa delusione dei maschietti
che non ne vedono neanche una), rapido pranzo
modesto ma decoroso e
visita al
Shaolin Temple 
Interessante, fra l'altro la explanade in mezzo alla
foresta dedicata alle tombe dei monaci maestri dell'arte
marziale: ogni tomba è più grande di una pagoda e ce ne
sono centinaia. Roberto, vestito tipo Indiana Jones, con
tanto di cappello, pare essere diventato un idolo locale
tanto è richiesto per fotografie insieme ai turisti
locali, mentre l'Angela riscuote una standing ovation
quando utilizza la bottiglietta dell'acqua come
portacenere portatile.....
Si termina la visita al paradiso del Kung-fu assistendo alla esibizione dei giovani seminaristi atleti dai 4 anni in su:
bravi e teneri i più piccoli, non eccezionali i più grandi.
Shaolin Temple
Dopo una cena a orario di merenda, ci trasferiamo a Zhengzhou.
Guangdong Hotel 
La “maledizione” di Ming continua a colpire:
vittima è la Betty che stoicamente resiste e pur in precarie condizioni di salute non rinuncia alla sortita serale dopo cena.
In albergo forse perchè è sabato sera non c'è più traccia di liquore già alle 8 di sera e si va a letto all'asciutta.
Mattiniero volo con China Southern dopo affannoso trasferimento tra nuove autostrade e vecchie scorciatoie.
Nuovo giorno, nuova città, nuova guida. A Chengdu ci aspetta Giorgio, un giovanotto un pò naif, autodidatta di italiano (imparato guardando i film).
Colpisce per la sua spontaneità sopratutto quando la prima cosa che ci racconta
è quella di essere follemente innamorato di una turista giapponese che ha lasciato il giorno prima e che dispera di rivedere.
Andiamo subito al Jinsha Site Museum, che come gli altri musei cinesi è molto bello sia per la collocazione all'interno di uno splendido parco
sia per la struttura architettonica.
Fra i reperti veramente notevole una sottilissima lama d'oro rappresentante il sole e l'uccello immortale divenuta anche il simbolo della città.
Nel pomeriggio, anche per non creare crisi di astinenza, lunga visita alla città vecchia e relativa zona del mercato:
la solita ressa ma anche i soliti intriganti scorci di vita locale e di personaggi tipici.
Mentre le signore abbozzano i primi timidi tentativi di shopping, i maschietti restano a bocca aperta davanti ad una splendida modella che si affaccia novella Giulietta
da un balcone lungo la strada. Tutti d'accoirdo sull'anatra laccata.
Roasted Duck
Ming colpisce ancora e mentre la salute della Betty si stabilizza è ora il turno di Lele.
La sua tempra però è forte e basteranno un paio di aspirine per fare rientrare l'emergenza.
Dorsett Hotel
Trasferimento a Leshan, dove ci imbarchiamo per una breve crociera alla confluenza dei fiumi Minjiang, Dadu e Qingyi
dove il più grande Budda Gigante del mondo scavato nella ripida parete roccia si affaccia sulle acque turbolente coi suoi oltre 70 metri di altezza.
Per avere una idea basta pensare che sulla sua mano ci stanno più di 50 persone.
Impossibile non farsi una fotografia con il Budda sullo sfondo: è uno spettacolo davvero impressionante e pare sia anche beneaugurante.
Di nuovo sulla terraferma Roberto ed Angela decidono di riposarsi
mentre il resto della compagnia affronta la scalata fino alla cima della montagna per visitare il locale tempio
e vedere da vicino l'enorme testa del Budda. Se possibile dall'alto lo spettacolo è ancora più emozionante.
Leshan Giant Buddha
Ennesimo pomeriggio dedicato a mercatini vari che diventano sempre più suggestivi all'imbrunire.
Una robusta tibetana non si lascia scappare l'opportunità di una foto con Roberto.
Solo l'intervento congiunto del gruppo riesce a riportare indietro Roberto sempre più compiaciuto del suo inaspettato fascino.
La sera inizia a teatro con lo spettacolo del Sichuan Opera Maskchanging Show
e per assistere meglio le signore non esitano ad offrirsi ai servigi di un esperto massaggiatore.
Sichuan Drama
Per concludere la giornata, Giorgio ci organizza una cena hotpot 火锅 in una caratteristica bettola appena fuori dal teatro.
Qui gli eroi del cibo piccante, Leo e Lele in particolare, danno il meglio di sè
degustando indefinite portate abbondantemente immerse in una brodaglia bollente insaporita dal pepe del Sichuan
e resa rosso sangue dall'altrettanta massiccia presenza del peperoncino.
Alla fine nonostante patetici sforzi di mostrarsi indifferenti, hanno tutti il viso arrossato, gli occhi lacrimanti ed una abbondante sudorazione.
Va inoltre ricordato che, evidentemente non sazi, vengono affrontati anche gli assaggi di grappe cinesi, inclusa quella con infusione di testicoli di yak.
L'Angela non sta più nella pelle: è la giornata tanto attesa della visita al
Centro per la Conservazione del panda Gigante.
Il Centro è molto vasto ed occupa una intera collina: decidiamo di percorrerlo dall'alto in basso raggiungendo la cima del colle con un'auto elettrica.
A detta di Giorgio siamo parecchio fortunati: contrariamente al solito oggi sono molto attivi (?).
Possiamo ammirarli mentre passano il loro tempo intenti a piccole scaramucce e sopratutto in una costante e metodica attività di degustazione di canne di bambù.
Sono animali all'apparenza tranquilli e dolcissimi ed in particolare i piccolini suscitano tenerezza specie quelli ancora nella nursery.
Ovviamente vengono scattate centinaia di foto, molte però un pò ripetitive.
Piacevole la scoperta dei panda rossi, una specie di procione, che liberi di girare nel parco si intrufolano fra i visitatori.
Panda
A pranzo Giorgio, affermando che Roberto assomiglia a Jean Reno, suo attore preferito, insiste ed ottiene un selfie ricordo.
Al pomeriggio si visita il Sanxingdui Museum a Jinli. E' sicuramente uno dei più belli che abbiamo visto:
in tre diverse strutture immerse in parco verde e molto ben curato è custodita una grande varietà di reperti
presentata in modo veramente suggestivo. Molto belle le numerose maschere di bronzo e le sculture rituali a forma di albero.
In serata salutiamo Giorgio e partiamo per il trasferimento in aereo con Tibet Airlines verso Lijiang,
dove ci aspetta la nuova guida Amy: siamo oltre 2.500 metri slm: ... e quindi uscimmo a riveder le stelle!
La sorpresa più bella appena svegli è stata quella di ritrovarci in una splendida giornata di sole
con un cielo terso e blu intenso che quasi ci dava fastidio.
Quella un pò meno bella, un qualche mal di testa dovuto all'altitudine:
siamo arrivati al punto più alto del nostro viaggio, ai piedi del Tibet.
Dopo una colazione un pò spartana per contenuti e temperature,
di buon mattino per non imbatterci nella folla dei turisti, usciamo dal bellissimo albergo
ed iniziamo un rapido giro della città che si rivela subito ricca di scorci architettonici che ci ricordano le sue origini tibetane.
Il mercato è già attivo e molto affollato, per cui andiamo di fretta a visitare la città vecchia ed il palazzo della famiglia MU,
recentemente restaurato a nuovo per diventare set cinematografico per "Riding Alone for Thousands of Miles" di Zhang Yimou.
Bello e scenografico, ma nel complesso risulta un pò troppo rifatto.
Visita alla minoranza Naxi in una cittadella sulle cui mura esterne sono ancora ben visibili i pittogrammi tipici della loro cultura
che incuriosiscono molto l'Angela.
Resistiamo alla tentazione di fare shopping di sete in un tipico chiostro artigianale e dopo pranzo partiamo per la Gola del Salto della Tigre
Percorriamo la strada che porta alla mitica Shangri-La verso le prime montagne Tibetane.
La visita al canyon è davvero bella: si cammina per circa un'ora lungo un sentiero interamente scavato nel fianco della montagna
e lungo il percorso si gode di uno splendido panorama.
Leaping Tiger Gorge
Per vedere la statua della tigre occorre un pò di attenzione, tanto è che Roberto in prima battuta non riesce a trovarla.
A suo modo interessante l'unica toilet del percorso che è veramente ma veramente "basic" per gli uomini e totalmente inadatta per le signore
anche per le più ardite viaggiatrici ...
Torniamo a Lijiang in tempo per la cena e per una passeggiata serale nella città vecchia splendidamente illuminata.
Leo e Lele scoprono che i locali non sanno leggere le cartine stradali
e che le cartine, come ci spiega con molta serietà la nostra Amy, non sono necessariamente una riproduzione fedele della geometria stradale
perchè l'orientamento si basa più sui "luoghi" che sulla "forma".
Quindi ci affidiamo al loro senso di orientamento per fortuna molto ben sviluppato.
Prima di salutarci Amy ci accompagna ad un rapido giro al Parco del Drago Nero già affollato da anziani intenti al loro ballo mattutino
e poi ad un interessante museo/negozio.
Partiamo verso Dali con il solo autista e nel percorso troviamo tipiche coltivazioni di riso con contadini intenti a lavorare la terra
con pochi ed antiquati attrezzi di una volta.
All'ora di pranzo ci fermiamo a Shanggun ed incontriamo Su
che ci porta subito a visitare un paio di abitazioni delle minoranze etniche locali,
molto povere ma a quanto pare anche molto caratteristiche
tant'è che in una di queste incontriamo una coppia di sposi venuta a fare le foto di rito.
Noi ci interessiamo maggiormente alla artigianale preparazione della mozzarella (provola?) di yak
stesa ad asciugare su lunghi pali piantati per terra.
Dopo una non esaltante crociera sul lago Ehrai arriviamo in città in tempo per apprezzare la Via degli Stranieri.
La Nanda affronta una estenuante trattativa per comperare una tovaglia tinta con disegni realizzati tramite nodi nella stoffa,
mentre Roberto introduce Lele alla difficile arte di fotografare i personaggi più caratteristici senza farsi notare.
Dopo lo shopping, stanchi ma felici, rapida cena e mentre Lele e Betty ripartono per il solito giretto serale
Leo e Roberto decidono che è ora di gustare la grappa cinese comprata a Lijiang prima di andare a nanna.
Regent Hotel
Sveglia di buon mattino per andare a visitare senza incontrare troppa gente l'area delle tre pagode del tempio Chengsheng.
La parte alta è la solita concentrazione di tanti templi e tante divinità, fra le quali ovviamente Budda e i suoi seguaci la fanno da padrone.
Un grande Budda sorridente e con una pancia enorme ci accoglie in un tempio dove gli fanno compagnia a destra e a sinistra centinaia di discepoli solo di poco più esili.
E' l'immagine della serenità prosperosa e Leo capisce che ha ancora molta strada per arrivare a quel traguardo ...
Scendendo le varie scalinate si arriva al laghetto dove si riflettono le tre grandi pagode: uno spettacolo davvero molto bello e suggestivo per fare le foto.
Mentre un gruppo di pellegrini tibetani persiste indefessamente a compiere numerosi giri rituali propiziatori intorno alla base di una pagoda,
anche noi giriamo attorno alla base della pagoda più grande augurandoci un prospero futuro.
Rinforziamo inoltre l'auspicio ficcando anche la mano dentro un foro del macigno della buona sorte
Salutiamo Su e partiamo con trasferimento aereo China Southern per Kunming
Arriviamo a Kunming nel primo pomeriggio e subito Tessie, nonostante l'ora un pò avanzata, ci porta al ristorante per gustare il tipico Noodle over the Bridge.
Il cibo è veramente molto gustoso (lo apprezziamo molto tutti tranne Angela e Roberto che non sanno quello che si sono persi), la pulizia del locale meno
e non ci sono forchette neanche a richiesta.
Pomeriggio dedicato alla visita del centro città con l'immancabile parco in riva al fiume e il tradizionale giro per shopping e foto tipiche.
E' il periodo propizio per i matrimoni e giovani coppie posano per le foto di rito.
Tessie ci spiega la tradizione cinese dei vari impegni degli sposi nel giorno del matrimonio e colpisce che in quel giorno,
fra abiti tradizionali, abiti da sposa e da abita sera, la sposa si debba cambiare almeno quattro volte.
La sera ceniamo, e bene, in un antico ristorante dove facciamo fin fatica a trovare la saletta a noi riservata (arriviamo fino al piano mansardato) per l'affollamento dovuto a una cena di nozze.
La serata termina a teatro dove ammiriamo l'imperdibile Dynamic Yunnan Show
Dynamic Yunnan
Jinjiang Hotel
Intera giornata dedicata alla visita della Stone Forest Scenic Area.
Ci aspettavamo tutti qualcosa tipo le foreste di alberi pietrificati ma la realtà supera ogni fantasia:
e' una immensa area ricoperta da pinnacoli giganteschi cumuli rocciosi dalle forme più diverse che si innalzano anche per decine e decine di metri.
L'effetto è davvero impressionante perchè ogni macigno è diverso dall'altro e ce ne sono migliaia.
Si percorre un sentierino ricavato in mezzo alle rocce Nella parte più ricca di pinnacoli per sfociare poi in scenari più ampi e ariosi.
Ritroviamo la solita ressa di persone, ma la vastità degli spazi aiuta.
Dopo che tutte le coppie si sono baciate sedute sulla roccia dell'amore,
Roberto e Lele si cimentano nel vano tentativo di toccare saltando più in alto possibile uno sperone di roccia il cui tocco dovrebbe portare soldi e fortuna:
resteranno poveri e con un male di schiena in più.
Roberto si consola fotografando i ragni che hanno steso le loro immense ragnatele fra un macigno e l'altro.
Stone Forest
Anche se il giro è un pò lungo non si vorrebbe mai lasciare questo scenario veramente unico.
Salutiamo Tessie e partiamo con trasferimento aereo China Southern per Guilin
Li River Waterfall Hotel
Siamo accompagnati da Cristina graziosa ragazza molto brava e competente, che ci fa svegliare un pò presto perchè la giornata sarà molto piena.
Si inizia subito sotto un cielo plumbeo e un pò piovoso, a visitare la Reed Flute Cave.
E' un percorso sotterraneo nelle viscere di una montagna, in pieno centro cittadino, caratterizzato da immense grotte calcaree con gigantesche stalagmiti e stalagtiti.
Splendidamente illuminato con giochi di luci cangianti lo scenario resta impresso nella memoria
e meno nelle foto per l'intrinseca difficoltà.
Indimenticabile lo scenario offerto dalla cosidetta sky-line di roccia vicino alla quale,
viene proiettata una spettacolare coreografia del Lago dei Cigni di Tciaikovski.
Partiamo poi per la Longji Scenic Area che si raggiunge attraversando una stretta valle popolata dalla minoranza Zhuang,
le cui donne non si tagliano mai i capelli, ma se li arrotolano sulla testa creando così le tipiche acconciature.
Un pò malfidenti non amano farsi fotografare se non a pagamento.
La salita in cabinovia verso la terrazza di Longji è davvero spettacolare. Immense distese di orti e risaie terrazzate riempiono lo sguardo e ti lasciano a bocca aperta.
Magnifico spettacolo della natura e della operosità del popolo cinese.
Dall'alto lo splendido panorama ne fa uno dei posti più belli del nostro viaggio. Peccato per il cielo coperto e le nuvole che smorzano i colori.
Nel ritorno ci fermiamo a pranzo nella valle accolti da un grazioso coro di benvenuto da parte di cameriere molto canterine ma non di sofisticata bellezza.
Nel pomeriggio giro intorno al lago e cena in un elegante privèe di un elegante ristorante com Mr Richard Ching, nostro anfitrione e ottimo tour agent.
Simpatica e piacevole la cena, molto curate e buone le portate, anche il vino che con orgoglio Richard ci ha offerto.
Si parlava in inglese e nonostante gli sforzi dei commensali di mostrare la propria padronanza della lingua,
è stato difficile surclassare Leo che l'ha fatta da padrone nella conversazione.
La sera termina davanti all'albergo ammirando il Waterfall show, vere e proprie cascate d'acqua sulla facciata dell'hotel.
Trasferimento per Yangshuo in battello sul fiume Li
Per godere al meglio il panorama non possiamo che appostarci sul ponte esterno. Ben presto ci dimentichiamo del vento freddo perchè lo spettacolo è veramente bello.
Lungo il fiume, affollato di imbarcazioni turistiche e locali è un continuo succedersi di variegate colline, di stretti passaggi fra le anse e
di piccole darsene che si alternano fra loro.
Non fare centinaia di foto è praticamente impossibile specie nel pomeriggio quando finalmente troviamo il cielo azzurro ed un caldo sole.
Da dimenticare invece il pranzo servito sottocoperta accompagnato dai cori dei turisti locali decisamente meno entusiasti di noi di fronte allo spettacolo del fiume.
Leo riesce ad immortalare una foto che riproduce il panorama raffigurato sui 20 Yuan cinesi e ne va molto orgoglioso.
Bufali, anatroccoli e pescatori col cormorano ci accompagnano all'attracco dopo circa cinque ore di navigazione.
La cittadina non presenta grandi attrazioni, ma ugualmente apprezziamo il giro organizzato da Cristina che ci porta a vedere la montagna della luna
ed il parco del one-thousand-year-old banyan tree.
Non manca lo shopping sfrenato con confabulante e affabulante aprirsi e chiudersi di porte "segrete" che introducono a tesori di borsette di marca.
Non a caso quando entriamo noi esce un gruppo di altri italiani e quando usciamo è la volta di una comitiva spagnola.
Una così bella giornata non poteva terminare, dopo una buona cenetta, se non a teatro con il
Light Show Impression diretto da Yimou Zhang:
una serie di spettacolari coreografie notturne su un vastissimo palcoscenico allagato e con lo sfondo le anse del fiume Li.
Da rimanere a bocca aperta per i giochi di luce, la armoniosità e la bellezza delle varie scene.
Trionfale shopping conclusivo dietro le segrete porte dopo lo spettacolo.
New West Street Hotel

Al mattino Mr Ching viene a salutarci all'aeroporto e ci regala dell'ottimo te prima del nostro imbarco sulla JuneYao Airlines.
A Shangai Sonia, dopo aver meditato un pò su come organizzare al meglio il nostro soggiorno, ci porta subito al Bund,
la famosa passeggiata nonchè centro del commercio fin dai primi contatti con l'occidente.
Lungo il fiume Huang Pu si affacciano i grattacieli più importanti della città.
Ritroviamo la solita folla, ma ormai non ci facciamo quasi più caso.
Numerosi turisti cinesi ci fermano per farsi dei selfies con noi ed acconsentiamo volentieri,
in particolare nonna Angela che non esita a prendere in braccio un bambinello portole da una una simpatica mamma.
Ma lo restituisce subito dopo.
Al tramonto spunta un sole dorato che ci permette di fare delle splendide e rare fotografie dei grattacieli illuminati dalla luce del crepuscolo.
Allas era ancora il Bund, ma questa volta lo vediamo a bordo di un battello che ci porta a scoprire Shangai di notte:
al buio la città appare magica con i grattacieli illuminati di luci continuamente cangianti.
Huangpu River Cruise
Cena vicino all'albergo con acquisto di grappa cinese.
Central Hotel
Al mattino ci spostiamo verso Shouzu, detta la Venezia di Cina, per i numerosi canali che la attraversano.
Nel trasferimento ci colpiscono specie nella periferia di Shangai i numerosi palazzoni dove immaginiamo vivano assiepati decine di migliaia di persone.
Arrivati a Shouzu, la guida ci porta al Humble Administrator’s Garden, un enorme area che un antico governatore (per niente umile nonostante il nome)
aveva adibito a propria residenza arricchendola con uno splendidi giardini basati su più cortili adiacenti.
Il tempo è piovoso e l'inverno è vicino, ma ciò non sminuisce la bellezza dei complesso,
il cui culmine si raggiunge nell'area dedicata ai bonsai, alcuni dei quali molto vecchi e proprio pinteressanti.
Proseguiamo e andiamo a visitare il Garden of Master-of-the-Net, altra ricca residenza di un paio di secoli fa.
Anche se ormai forse siamo abbastanza sazi di queste cose e non riusciamo ad apprezzarne pienamente la bellezza: cogliamo l'occasione per qualche foto di gruppo ma nulla più.
Dopo pranzo ci attende una gita lungo il principale canale della città e ci addentriamo in battello nella parte più antica della città,
caratterizzata da numerosi ponti e da vecchie e molto povere abitazioni che si affacciano sul canale.
Una particolarità è quella che tutte le case sulla porta di ingresso presentano uno piccolo specchio che serve ad allontanare gli spiriti maligni
che riflettendovisi prendono paura di sè stessi.
Questo era l'arrivo del Grand Canal, costruito per congiungere Pechino al Yellow River, allo Yangtze River ed al mare.
I tratti più antichi risalgono al 500 a.c. e fu completato nel 600 d.c. (dinastia Sui)
Le signore non stanno più nella pelle: è finalmente arrivato il giorno ufficialmente dedicato allo Shopping!
Si parte subito per un importante, lunga ed estenuante sosta presso un grande negozio di seteria,
dove le nostre carte di credito girano vorticosamente fra sciarpe, foulards, lenzuola e piumini e copripiumini.
Alla disperazione dei maschietti faceva da contraltare il sorriso radioso delle loro amate e ... care spose.
Quasi per placare tanto entusiasmo e per ricordarci che in fondo siamo anche turisti,
Sonia ci porta a visitare l'Urban Planning Exhibition all'interno del moderno edificio di storia contemporanea di Shangai.
E' una gigantesca e aggiornatissima riproduzione in miniatura della città di Shangai, curata nei minimi dettagli, dai grattacieli alle strade ai ponti sul fiume.
Al piano superiore i maschietti si rilassano un pò navigando lungo il fiume con un simulatore di motoscafo: i realtà solo Lele si rivela capace di dominare appieno il potente mezzo ...
Sonia dice che finora aveva visto giocarci solo i bambini.
Rapido pranzo perchè la smania da shopping ritorna alla grande. E dove soddisfarla al meglio se non nel cosiddetto Tarocco Palace?
Nota linguistica: anche i cinesi dicono "tarocco" oltre che "mafia" nella lingua corrente.
Tre piani di una specie di suk dove si trova di tutto a diversi livelli di taroccatura.
Ovviamente occorre essere oculati nelle scelte e sapere trattare sul prezzo,
ma in entrambi gli aspetti le donne sono maestre e quando ne usciamo ancora una volta le carte di credito sono più leggere e le sporte più piene di scarpe e borsette firmate.
Giro all'imbrunire nella città vecchia, molto suggestiva e molto affollata.
E' veramente ben conservata, anche troppo, e rende molto bene la caratteristica atmosfera di un vecchio borgo con i negozi e le lampade rosse appese.
Ci svegliamo con la mesta consapevolezza che l'ultimo giorno e forse per questo facciamo una colazione un pò più ricca del solito (difficile ma vero).
Iniziamo subito al Yuyuan Garden dove ritroviamo atmosfere di giardini già visitati con la particolarità che in una corte interna,
su di un palco una ensamble locale ci accoglie con la Marcia di Radetsky suonata in onore di un gruppo di turisti tedeschi.
Inizia a piovere quando iniziamo a salire sula gigantesca torre della TV.
Dall'alto si gode di un magnifico panorama a 360° e i pavimenti trasparenti garantiscono la vertigine facendo vedere il terreno oltre 400 metri più in basso.
Dentro la torre il museo storico della città dove suggestive ambientazioni presentano
la vita di Shangai fin dai primi del '800.
Ultimo pranzo su una vecchia nave ancorata in riva al fiume:
c'è già chi si rammarica di non avere altre occasioni per gustare le prelibatezze cinesi, mentre Roberto vede già all'orizzonte un agognato piatto di spaghetti ...
L'ultima tappa del nostro viaggio è lo Shanghai Museum, che come gli altri impressiona per la capacità di esporre con cura numerosi reparti,
questa volta suddivisi in ampi saloni tematici. Leo vorrebbe soffermarsi su quello dedicato alla evoluzione delle parole e della lingua cinese, ma riusciamo ad evitarlo.
Torniamo mestamente verso l'albergo, percorrendo la via Nanchino: ultime foto e poi all'aeroporto.
Il volo ci pare davvero lungo anche perchè siamo davvero stanchi e abbiamo poca voglia di parlare. Qualcuno dorme, altri meno.
La sosta a Doha acuisce il desiderio di casa ma finalmente arriviamo a Malpensa pensando di trovare l'inverno e invece scopriamo un clima quasi primaverile.
Il potente e capiente mezzo di Lele, riesce a riportarci a Parma dove resta solo il tempo per una ultima foto:
si torna a casa con tanti ricordi e per Roberto con una gran voglia di spaghetti ...
back to Nanda&Leo trips page or Angela&Roberto website