Australia

1-30 Settembre 2007

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Australia 2007
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Australia 2007

Video 4'05"


Album foto Melbourne 12 Apostols Kangaroo Island, Sett 2007
1-2 Settp

Partenza da Linate alle 8:15 del 1 Settembre per Londra, breve sosta, ripartenza per Honk Kong e finalmente arrivo a Melbourne alle 20.05 del 2 Settembre.
Ritiro auto (Ford Territory) e immediato ritiro in albergo (Melbourne Airport Holiday Inn) per doccia e riposo dopo oltre 26 ore di volo e quasi 36 ore dalla partenza.

12 Apostols

3 Sett

Ocean Rd Ocean Rd Ocean Rd
Dopo una comoda sveglia e una ricca colazione ci si attrezza per spuntini on the road con le attrezzature di base sottratte sull'aeroplano, si compra un ponderoso Road Atlas, ci si registra all'assistenza medica e si parte per Geelong, Torquay e per la Great Ocean Road.
Il percorso attraversa ovviamente sotto la pioggia la Rain Forest di Otway. dopo le città costiere di Aglesea, Lorne e Apollo Bay. Deviazione a Cape Otway con koala sugli alberi e spuntino del pellegrino all'aperto.
Perdiamo l'occasione di fotografare un irrepetibile cartello stradale con echidna (non ne troveremo più). Si ammira il tramonto sui giustamente famosi 12 Apostoli e sull'altrettanto bello Loch Ard Gorge.
Pernottamento a Port Campbell al Best Western Great Ocean Road MotorInn e cena da Waves. Il jet lag è già scomparso.
Totale Km 330.

4 Sett

Ocean Rd Ocean Rd Ocean Rd
Travagliata partenza alle 05.20 per Cape Jarvis: Roberto e Angela non si svegliano e solo l'attenta e precisa organizzazione del viaggio consente un rapido recupero della situazione. Il percorso prevedeva di ammirare l'alba sulle formazioni rocciose ad ovest di Port Cambell, ma si tralascia.
Si va nel buio a Warnambool (sarebbero circa 65 Km di Great Ocean Road panoramica) e si prende la Princes Highway, attraversando numerosi paesi in un verde paesaggio agricolo. Qualche perplessità perchè quelli che sulla cartina sembrano essere paesi o villaggi sono al massimo una cascina con deposito attrezzi.
Piacevole sorpresa: recuperiamo 30 minuti grazie al fuso orario. Straordinaria sorpresa: sostiamo perplessi davanti ad una gigantesca aragosta di cemento a Kingston.
Strane saline rossastre si alternano a grassi e pennuti pellicani. Per passare il fiume Murray all’altezza di Wellington occorre prendere un traghetto perché non esiste un ponte. Da qui si punta a Victor Harbour per arrivare a Cape Jervis: si riesce ad anticipare l'imbarco sul SeaLink Ferry alle 15.30 (anzichè 18.00).
Alle 16.15 sbarco a Penneshaw e prosecuzione per Kingscote dove si assiste sul molo al Pelican Feeding delle 17.00 prima di recarsi al previsto alloggio nelle eleganti spaziose panoramiche stanze dell'Ozone Seafront Hotel.
Prima di cena si partecipa al Penguin Night Walk: pochi pinguini piccoli e freddo enorme. Mentre impariamo a riconoscere la Southern Cross, Roberto ha una rivelazione epifanica nell'incontro con il laser della sua vita.
Cena di pura sopravvivenza in hotel.
Totale Km 802.

Kangaroo

5 Sett

Ocean Rd Ocean Rd Ocean Rd Ocean Rd
Partenza da Kingscote alle 08.30, dopo una affollata colazione, in direzione del Flinders Chase Park. Paesaggio stupendo. Vediamo il primo canguro che partecipa pochissimo alla nostra eccitazione.
Visita alle Remarkable Rocks ed all'Admiral's Arch. Mare eccezionalmente calmo. Sosta al Wildlife Sanctuary e secondo incontro ravvicinato con canguro. Visita alla Kelly Hill Cave. Scopriamo che i giapponesi usano il cavalletto per fare le fotografie. Noi siamo tentati di spiegargliene anche nuove e diverse tecniche di benefico utilizzo.
Spuntino del pellegrino e si parte verso Seal Bay per la visita alla spiaggia con i leoni marini che dormono. Ritorno a Penneshaw per l'imbarco intorno alle 17.30.
C'è un pub ma, dopo un rapido caffè, si decide di aspettare in macchina. Il ferry parte alle 19.30 e arriva a Cape Jervis alle ore 20.15. Generi di conforto sul ferry a livello blocco sovietico in piena guerra fredda.
Guida nella notte per 150 Km fino ad Adelaide e si arriva, stanchi ma felici, all'albergo vicino all’aeroporto Confort Inn Aviator’s Lodge verso le 22.00. Si decide di non mangiare nonostante le proteste di Nanda.
Totale Km 411. Totale da Melbourne a Adelaide Km 1.543.


Album foto Kona, Sett 2007
6 Sett

West West West West
Si deve prendere il volo alle ore 08.05. Per essere in aeroporto almeno alle ore 06.30, lasciare l'auto e fare check-in si fissa infatti la sveglia alle ore 05.30.
Nanda si scorda che nè forbici nè forbicine sono ammesse nei bagagli a mano. Scena pietosa all'aeroporto con accondiscendente personale che ripete che non è possibile portare armi pericolose a bordo: qualcuno cerca di aiutarci spiegando a tutti che siamo italiani ma non è molto efficace almeno per il nostro orgoglio.
Si arriva a Perth alle 10. Immediato ritiro auto (Ford Territory). Con difficoltà iniziali di percorso si va verso Nord attraverso Swan River Valley: nessun cigno ma molto traffico.
Visita ai Pinnacles. Monoliti di pietra si alzano dalla sabbia a migliaia con bassa vegetazione desertica ed il mare nello sfondo. Forse è solo uno una serie di pietre sulla sabbia ma è notevole.
Si riparte verso nord costeggiando il mare in una zona definita turistica che forse paga l'esagerato entusiasmo dei rari estimatori.
Il pranzo viene saltato senza fare discussioni. Forse ci stiamo abituando. Si prosegue verso Geraldton ma la notte incombe. Telefoniamo all'albergo assicurando che siamo "in zona". Viaggio nella notte buia per gli ultimi 100 km verso Kalbarri: è forse il tratto più pesante e fastidioso di tutto il viaggio.
Finalmente arriviamo alle 19 passate (volevo dire 7 pm) il ristorante di riferimento è fully booked causa due autobus di un viaggio organizzato. Ci domandiamo se sono gli stessi anziani incontrati all'Ozone Hotel ma ci sembra di no: questi sono seduti e non si affollano intorno a noi scavalcandoci nella coda. Ci viene indicato il vicino pub. Rassegnati ad un piatto di chips scadenti troviamo un invece l'eccellente ristorante self service del Motor Hotel che, a prezzi popolari, ci permette di degustare il primo di numerosi seafood platter del viaggio innaffiato da buon vino. Dopo due giorni di sofferenze o di astinenze ci sentiamo in paradiso.
Alle 8 e 30 pm ci avviamo all'albergo e, dopo aver percorso circa 250 metri, ovvero giunti quasi alll'estrema periferia di Kalbarri, arriviamo ad una struttura buia e apparentemente abbandonata che sembrerebbe corrispondere al Palm Resort della nostra prenotazione. Una prima visita alla reception conferma l'assenza di vita umana. Una più accurata ispezione con accorata speranza nel cuore fa trovare una busta attaccata con adesivo alla porta con la scritta "Mr Leoni" (ed all'interno le chiavi delle due stanze!) che rimanda all'apertura dell'indomani della reception: per fortuna avevamo telefonato ...
Totale Km 649.

shell

7 Sett

West West West
Sveglia comoda e colazione abbondante davanti all'estuario del Murchison River. Acquisti di dettaglio al market, confusa lite di Angela con la cassiera che non vuole riconoscere la firma e apre una discussione (d'altra parte sono quasi 26AUD ovvero 16€ da pagare). Sguardi solo apparentemente comprensivi delle altre persone in paziente attesa di una soluzione.
Dopo una sosta al rosso canyon scavato dal Murchison River si riparte verso la Coastal Hwy (che sta sempre almeno a 50 km dal mare). Il territorio è molto australiano: non c'è niente. Sosta eccitante alla Overlander Roadhouse: almeno qui c'è la benzina e il caffè.
Deviazione verso il mare e si arriva ad Hamelin Pool dove su una bianca spiaggia si apprezza l'età e la particolarità degli stromatoliti che in tutto il mondo sono solo qui e all'isola di Satonda in Indonesia (ma in un lago vulcanico e non in mare). Spuntino del pellegrino e si riparte per Shell Beach. Posto splendido: chilometri di spiaggia (deserta) costituita per metri di profondità da minuscole conchiglie. Purtroppo il tempo è coperto e, anche se siamo poco distanti dal tropico, c'è vento, pioggia e fa quasi freddo.
Arriviamo a Eagle Bluff dove un panorama mozzafiato viene stroncato da un vento furibondo che ci ricorda di essere nel punto più occidentale dell'Australia. Lungo la strada uno splendido emu solitario ci passa accanto ignorandoci. Mentre stiamo guardando le foto fermi a lato della strada una macchina ci affianca e ci chiede se abbiamo bisogno: miracolo della bassa densità di popolazione...
Finalmente a Denham le intemperie si placano, prendiamo alloggio al Heritage Resort, passeggiamo sulla spiaggia e prenotiamo all'Old Pearler Restaurant. Scopriamo che qui in alcuni ristoranti, se vuoi bere vino, te lo devi portare. Si chiamano BYO Bring Your Own. Compriamo due bottiglie di vino al bottle shop dell'albergo e scopriano anche che gli alberghi hanno tutti un bottle shop forse perchè i pub per vendere alcolici nel secolo scorso (intendo il '900) dovevano poter offrire camere per dormire... Cena fantastica con seafood platter (abbiamo imparato) e con dolci (ottimo il parere di Roberto che apprezza con entusiasmo una meringa al limone) in una piccola ma pittoresca costruzione realizzata con blocchi di conchiglie prelevati dalle vicine spiagge e uniti con malta. Si va a letto felici dopo due giorni che mangiamo come si deve.
Totale Km 404.

Mia

8 Sett

West West
Rapida partenza per Monkey Mia perchè alle 7.45 ci sono i delfini. Lo spettacolo dei delfini che, pur essendo liberi, arrivano al mattino a giocare e a prender cibo dagli umani con altri umani vocianti sulla spiaggia è un pò Disneyland e ci delude. In realtà i delfini sono accattivanti e simpatici, l'acqua abbastanza fredda da farti sentire poco turista e la colazione nell'annesso ristorante è fantastica.
Ripartiamo per Perth: ci attendono circa 800 km di strada. Nel viaggio possiamo apprezzare l'outback e la guida con cambio automatico ed il cruise control.
Cerchiamo un buon ristorante ma è sabato e tutti ci rifiutano. A Perth ci perdiamo ancora ma arriviamo per tempo all'albergo Bel Eyre scelto con cura molto vicino all'aeroporto e approfittiamo dell'annesso ristorante.
Totale Km 869. Totale da Perth a Perth Km 1.922


Album foto Gibb River, Sett 2007

Gibb

9 sett

West West
Si deve prendere il volo alle ore 06.50 e si fissa la sveglia alle ore 05.00. Dopo il controllo di Angela come una pericolosa terrorista (ma non sarà l'ultima volta che le signore verranno, e a ragione, accuratamente controllate per tracce di esplosivi sui vestiti e sui bagagli a mano) si può partire. Non è la partenza peggiore: a Cairns faremo di meglio!
Si arriva a Broome alle 9.15. Si prende la macchina (Toyota Land Cruiser) che è un vero e proprio fuoristrada con snorkel e kangaroo bumper: però non c'è l'indispensabile seconda ruota di scorta ed il baule non si apre. Durante la breve obbligata sosta nell'officina Hertz facciamo la spesa dove veniano fulminati dalla vista di un contenitore in polistirolo che, con due siberini, potrà mantenere fresche le provviste al seguito. Non sappiamo ancora che le vibrazioni durante la marcia gli faranno emettere lamentosi stridii come quando si uccide un maiale: diventata subito la maiala sarà la cosa più utile di questa lunga tappa come frigorifero ma anche come supporto negli autoscatti e, soprattutto, come indicatore della durezza, quantità e durata dei sobbalzi sullo sterrato.
Sosta in un attraente centro commerciale. Dovremo stare in macchina per nove giorni ma il rigido approccio trappista delle nostre mancate dietologhe fa lesinare sull'acquisto di leccornie varie arrivando a farci rimettere sugli scaffali articoli già scelti e depositati nel carrello: scopriremo poi che dovremo accontarci di vineagrette tuna fish e di fat free ham che sono poco attraenti nel nome e terribili nel sapore.
Subito una sosta alla Pearl Farm dove però, non capendo niente di perle, per fortuna compriamo pochissimo. La deviazione serve però per mettere a punto il rapporto con lo sterrato e a capire che siamo molto vicini all'equatore: mare turchese, sabbia bianca e sole abbacinante. Spuntino del pellegrino.
Si riparte in una strada circondata dalla savana dove l'unica attrattiva sono i bao'b tree. Il famoso Prison Tree si dice usato anche come prigione (in realtà era usato come punto di riferimento per la sua facile riconoscibilità ma sicuramente ha visto turpi storie del passato coloniale).
Arriviamo a Derby al Derby Boa'b Inn. Il tropico si vede e si sente nel sole e nell'umidità. Cercando il ristorante Wharf Restaurant at the Jetty apprezziamo un meraviglioso tramonto ed un'ottima cena sul jetty. Purtroppo la marea di oltre 9 metri (sic!) è intorno alla mezzanotte e qui le luci sono veramente poche per vederla. In compenso mentre mangiamo all'aperto ci ricordano gentilmente che è vietato fumare: siamo solo noi nel ristorante e c'è una bella brezza ma Angela deve spostarsi nella zona per fumatori a pochi metri dal nostro tavolo.
Totale Km 347.

Gibb

10 sett

West West West West
Ci svegliamo per tempo (non vuole dire niente se non che dormiamo fino quasi alle 8). Attrezziamo tutto per i tropici e da veri white hunter partiamo verso la mitica Gibb River Road con camicie tecniche (chissà che vuol dire) e pantaloni accorciabili (molto utili per le paludi ma attraverseremo zone semidesertiche).
Strada subito aggressiva con polvere e sobbalzi. Impareremo poi che alla velocità di 60 km/h si può raggiungere un buon confort di marcia in contropartita alla totale perdita di controllo del veicolo ma su queste strade dritte è un buon affare. Prima sosta alla bellissima Windjana Gorge che si raggiunge attraversando una pittoresca strettoia nella roccia. Sabbia, alberi e coccodrilli in una gola dove scorre pigramente dell'acqua. Scenario da cartolina. Il caldo si fa sentire. Si prosegue ancora mentre lo sconnesso fondo sterrato continua a farsi notare. La maiala impazza. Scavalchiamo alcuni range, una montagna che sembra essere il profilo della Queen Victoria ed eccoci alla deviazione per Mt Hart.
Ci sarebbe un telefono per annunciarsi (la station è 51 km dalla highway) ma non funziona. Proseguiamo su una bellissima strada che alterna falsopiani a ripidi greti di torrenti fino allo splendido alloggio di Mt Hart Wildernessa Homestead senza vetri ma con zanzariere alle finestre. Bagno nel billabong e cena stile safari africano cioè tutti intorno allo stesso tavolo. Ci raccontano di aver forato il giorno prima con una macchina come la nostra. Ci avvertono anche che sentiremo tutti i rumori del bush: in realtà dormiamo come ghiri fino a poco prima dell'alba quando il gallo della station decide di svegliarci tutti.
Totale Km 296

11 sett

West West West West
Sveglia con tifo scatenato in favore del dingo che insegue il gallo che però si rifugia su un albero sbefeggiandoci tutti.
Si ripercorrono i 51 km verso poi si va lungo la Gibb River Road fino alla deviazione per Bells Gorge. Ci aspetta una terribile strada sterrata: più di un'ora e un quarto per i 29 km dell'andata e altrettanto per il ritorno. Qualcuno dice che un'alta pressione dei pneumatici toglie elasticità causando forature mentre una bassa pressione favorisce i tagli contro le pietre nei solchi: noi pensiamo che andare piano sia la ricetta giusta e continuiamo senza danni nè forature. Bella passeggiata e splendida cascata su tre livelli. Bagno nella pozza superiore. Nella fase di ritorno Nanda inciampa e cade rovinosamente. Per fortuna le gambe sono sane: Nanda lamenta solo (si fa per dire) una dolorosa fitta alle costole.
Sosta a Imintji Store per gasolio e caffè. Questo è una località davvero remota. Sole, caldo, polvere e mosche. Ci orientiamo solo in base ai chilometri percorsi, ai guadi che incontriamo ed alle rare deviazioni verso station remote. Sosta alla Galvans Gorge dove un maestoso anfiteatro semicircolare fa cornice alla lussureggiante vegetazione. Si prende la deviazione per Mt Elizabeth mentre il sole comincia ad abbassarsi.
Arriviamo all'imbrunire. Cena nella station insieme a Pat, prosperosa e chiaccherona proprietaria della Station. Non c'è molta vita alla sera ma siamo stanchi e alla Nanda fa male tutto. Durante la cena l'olandese della foratura già incontrato a Mt Hart ci spiega che quelli che vediamo volare da qualche giorno sono dei nibbi australiani: white kite e whistler kite.
Totale Km 294.

12 sett

West West
Sveglia all'alba per chi non ha sonno con wallaby e cavalli e si prosegue attraversando alcuni range. Al guado del Durrack River una nuvola di polvere rivela l'olandese che restituisce la sveglia dimenticata da Roberto alla station. Segue pasto del pellegrino in riva al Durrack River ridotto a pozze d'acqua. Si incontrano dei road train e tanta polvere.
Arriviamo abbastanza presto a Home Valley Station ed indugiamo volentieri in piscina con birra e sigarette. Alloggiamo in eleganti e ben progettate cabin la cui veranda si protende verso un lussureggiante creek pieno di piccoli coccodrilli d'acqua dolce. Pasto abbondante e gustoso anche se un pò naif. L'olandese degli uccelli e la moglie sbraitano con un'altra coppia olandese ed è inutile alzare ripetutamente il volume della musica country che doveva essere di sottofondo.
Ci allontaniamo verso le nostre cabin con malcelato disprezzo.
Totale Km 280.

Gibb

13 sett

West West
Sveglia tranquilla e via verso il mitico guado del Pentecost River che attraversiamo con acquisita sicurezza della guida off road. Andiamo ad El Questro. Un pò Disneyland un pò Las Vegas. Nessuna possibilità di crociera sul Chamberlain River saturato dai viaggi organizzati. Per fortuna le calde sorgenti termali Zebedee Hot Springs sono veramente belle.
Viene poi la camminata di quasi un'ora per raggiungere Emma Gorge. Una provvidenziale temporanea nuvolosità ci aiuta. Ne vale la pena anche se nell'eccitazione Roberto fa cadere una lente filtro della macchina fotografica che si scheggia senza però oggettiva rilevanza sulle foto.
Leo per la seconda volta nella giornata viene scambiato per un tedesco e decide una radicale revisione del look.
Dopo poco termina la Gibb River Road e si torna sulla strada asfaltata. Noi e la maiala proviamo già rimpianto ma andare sull'asfalto è davvero un'altra cosa. Abbiamo fatto più di 850 km di sterrato e qualcosa ti rimane dentro.
Arrivo a Kununurra e ritorniamo subito nel lusso alloggiando al Country Club Plaza Resort. Per la cena, dopo bagno in piscina, cerchiamo il ristorante consigliato da Lonely Planet ma non c'è più. Rimediamo comunque con ampia soddisfazione in albergo.
Totale Km 179.

14 sett

West West West
Quando ci sono aerei da prendere la sveglia deve essere antelucana: alle 05.30 ci vengono a prendere per il un volo panoramico sul Bungle Bungle e quindi sveglia alle 05.00.
Il giro è molto bello purtroppo le foto non rendono la bellezza del panorama. Roberto saggiamente non fa foto.
Tornati in albergo dopo una ricca colazione si parte per Katherine in una tranquilla tappa di trasferimento su strada asfaltata. Leo dimentica i siberini nel frigo dell'albergo.
Picnic vicino ad un billabong ma restando all'erta per i coccodrilli.
Arrivo a Katherine al Knotts Crossing Resort nel pomeriggio e di nuovo relax in piscina: i tempi di Kalbarri o della Gibb River Road sono lontani e ci stiamo imborghesendo nell'ozio e nel lusso...
Totale Km 530.

Gibb

15 sett

West West West West
Ci svegliamo presto e andiamo a fare la crociera sul Nitmiluk Gorge. Bella anche se un pò abusata dal turismo.
Lasciamo Katherine una certa inquieta perplessità sul reale uso degli strumenti aborigeni mostrati sulla barca e viaggiamo verso nord e verso il Kakadu Park.
Ci entriamo e andiamo subito a Gunlom Falls (un pò di strada sterrata ci continua a far sognare). Bello bello bello anche se rinunciamo a salire in alto: c'è troppo caldo. Il lago inferiore è pieno di barramundi e di pandanus.
Andiamo infine a dormire nel Cooinda Lodge non senza un passaggio dal bellissimo centro culturale degli aborigeni ed una sosta meno culturale in piscina.
Va detto che siamo senza più speranza in una zona sfruttata dai viaggi di nozze, sfruttata dai viaggi degli anziani, sfruttata e basta.
Totale Km 389

Gibb

16 sett

West West West West
Sveglia all'alba per andare a Yellow Waters. Eccezionale. I colori sono belli, gli animali sono pochi ma si fanno vedere, gli uccelli sono onnipresenti e i coccodrilli non si nascondono.
Andiamo a Nourlangie Rock a vedere i dipinti aborigeni. Assistiamo all'esibizione di una guida romanesca sul ciclo vitale dei coccodrilli e andiamo con una prima passeggiata su un cucuzzolo roccioso reso incandescente dal sole poi, non contenti, camminiamo un'ora buona nel bush per raggiungere altri dipinti rupestri dove la nostra soddisfazione, comunque alta, è mitigata dal caldo soffocante dell'assolato percorso definito nella guida come shady walk.
Torniamo alla civiltà senza neanche la forza per lo spuntino del pellegrino. Arriviamo in albergo a Jabiru per un indispensabile ristoro nel Kakadu Crocodile Hotel.
Ripartiamo alle 5 pm per andare a vedere il tramonto da Ubirr. Grande. Bel panorama sull'estuario del East Alligator River, magnifici dipinti rupestri, rigogliosa vegetazione tropicale (siamo a 12° Sud), straordinario tramonto sulle paludi del Magela Plain. Rientriamo e ci accorgiamo dello sfruttamento turistico durante l'estenuante attesa di un tavolo nel buffet che, nonostante fosse prenotato per le 7.30 e ci fossero tavoli non occupati, ci viene dato solo alle 9. Nanda si spazientisce. Leo telefona. Roberto si preoccupa solo che non finisca il dolce. Angela tace ma è nervosa. Alla fine mangiamo neanche male ma la soddisfazione sul servizio è ai minimi storici.
Totale Km 176.

Gibb

17 sett

West West West West
Si parte verso Darwin. A Mamukala una veranda sulla palude offre la visione di una miriade di uccelli.
Foto di gruppo davanti ad un termitaio e sosta obbligata sull'Adelaide River per la Spectacular Jumping Crocodile Cruise. Inaspettata anteprima coi serpenti prima di partire con la crociera più naif del Northern Territory ma troviamo davvero una spectacular cruise. Sarà una violenza offrire cibo ai coccodrilli ma sono davvero indimenticabili. Grossi, primitivi, crestati, dalla coda imponente, dalle zampe grandi, dallo sguardo preoccupante ma comunque da ricordare.
Arriviamo a Darwin all'Hotel Esplanade ed alla sua piscina. Cena di crostacei al Crustaceans sul Stokes Hill Wharf.
Totale Km 297. Totale da Broome a Darwin Km 2.441 di cui almeno 960 di sterrato.


Album foto Red Centre, Sett 2007
18 Sett

Red Red
Si deve prendere il volo alle ore 07.15. Si fissa la sveglia alle ore 05.15. La maiala viene abbandonata nella stanza d'albergo: siamo tutti più soli.
Si arriva alle 09.15 ad Alice Springs. Rapido ritiro della macchina Toyota Land Cruiser (doppio serbatoio e doppia ruota di scorta) e si parte per il Meerenie Loop. Subito fuori città test dell'alcolemia a Roberto. Sono le dieci del mattino e ci sembra fuori luogo ma le dottoresse ci confermano che ha senso perchè un abituale alcolista non riesce a metabolizzare quanto ingerito la sera precedente.
Tralasciamo i gorge e i chasm vicini ad Alice Springs, compriamo il ticket per la zona aborigena a Hermannsburg e continuiamo nella polvere. Qualcuno ci aveva detto che la strada è percorribile anche con una macchina normale ma a noi in certi tratti la Mereenie Loop Rd sembra peggio della Gibb River Rd. Sosta del pellegrino (ci manca la maiala: chissa dove sarà finita!).
Con un gruppo di attivi australiani diamo soccorso a una coppia di giovani tedeschi (41 anni in due) che, rimasti in panne, lasciano il mezzo. Portati al Kings Canyon, faranno partire un mezzo di recupero.
Comunque alle 4 pm siamo nella nostra camera ben inserita tra coloratissime rocce rosse. Cena di grande splendore Fire&Lights nel buio del bush tra braceri ardenti: sarebbero predisposti sei tavolini per coppie ma noi facciamo unire i nostri tavoli. Numerose portate di grande cucina e abbondanti libagioni di vini diversi. Notiamo con piacere che alcuni dei vini selezionati li avevamo già scelti noi in occasioni precedenti. Il ritorno alle camere è problematico per tutti mentre Angela dichiara ad alta voce di non aver bevuto, ma inciampa più volte e si deve sostenere a Roberto. Andiamo a letto e ci addormentiamo tutti sereni senza fatica...
Totale Km 340.

shell

19 Sett

Red Red Red Red
Sveglia all'alba per una doverosa passeggiata al Kings Canyon. Non facciamo il giro alto perchè temiamo il caldo. Ci godiamo il paesaggio di rocce rosse, alberi con foglie verdi e tronchi bianchi prima che arrivi il grosso dei turisti. Siamo in una zona turisticamente sfruttata e si vede.
Abbondante colazione e si riparte per Ayers Rock non senza una salutare camminata a Kathleen Springs: la sorgente è modesta ma il paesaggio ed i fiori sono incantevoli. Roberto fotografa tutti i fiori che incontra. Arriviamo sulla Lassiter Hwy dove i turisti aumentano ancora. Ci fermiamo a fare rifornimento in un'affollata roadstation e Roberto fotografa tutti i pappagalli che vede. Sosta per uno spuntino in vista di Mount Conner che, pur non avendo nulla da invidiare al ben più famoso monolite di Ayers Rock è però lasciato a se stesso.
Ci vorremmo registrare subito al Pioneer Hotel ma una lunga coda ci fa preferire una pausa di shopping. Siamo in una fiera di turisti giovani, anziani, di tutte le età e di tutte le nazionalità.
Decidiamo di muoverci per andare a vedere il tramonto non senza fare un giro intorno al monolite e un paio di brevi passaggiate. Incontriamo gruppi di italiani con guida e ci rifugiamo nello swahili per non farci coinvolgere. Roberto fotografa tutte le diverse angolazioni di Ayers Rock. I sintomi già intravisti a Nourlangie Rock per la fotografia analitica dei dipinti rupestri si scatena: Roberto ormai fotografa tutto e Angela non cela un certo disappunto.
Attendiamo il tramonto seduti nel baule della macchina o appollaiati sul tetto. La roccia riesce ad assumere colori incredibili. Un moloch attira solo in parte l'attenzione dei fotografi. Ormai a buo rientramo all'albergo per la cena e riusciamo a mangiare in tranquillità al buffet mentre la maggior parte dei turisti si accalca intorno ai famosi BBQ del resort dove si può cuocere da soli la carne comprata cruda dopo un'estenuante coda. Roberto sembra stare un po' meglio perchè mangia senza fotografare niente.
Totale Km 536.

shell

20 Sett

Red Red Red
Dobbiamo prendere il volo 14.55 ma: non possiamo credere che esistano voli anche nel pomeriggio e pertanto partiamo ugualmente alle 05.15 per andare ad assistere alla vista dell'alba col sole che sorge dietro Ayers Rock: notevole. Roberto fotografa tutte le fasi dell'alba e tutte le colline del paesaggio.
Passeggiata alle Olgas approfittando del fresco. In realtà anche le mosche ne sanno approfittare e ci accompagnano felici. Mentre noi camminiamo e sudiamo loro passeggiano su occhi, naso e bocca esplorando con metodica attenzione ogni orifizio. Uso delle retine e soddisfazione per le energiche brezze di Keta Tjuta - Valley of the Winds.
Ritorno ad Yulara per la colazione: il party by 4 si spezza: Angela e Roberto passano il resto della mattinata in piscina mentre Nanda e Leo non perdono l'occasione di una ulteriore salutare passeggiata ai piedi di Ayers Rock in un memorabile trionfo di mosche.
Si va all'aeroporto ed si parte per Cairns.
Totale da Alice Spings a Yulara Km 876.


Album foto Queensland, Sett 2007
20 Sett

Red
Arriviamo a Cairns prendiamo la macchina (torniamo alla Ford Territory) giriamo più volte per l'aeroporto e partiamo. Il volo a metà giornata è terribile: sei ansioso per arrivare in tempo all'aeroporto e concludi poco, arrivi comunque tardi e non puoi concludere più nulla. Sosta per la cena a On the Inlet Seafood restaurant a Port Douglas. Non è male a parte Roberto che deve guidare e non può bere alcol.
Dopo cena passaggio notturno sul Daintree River Ferry e una tortuosa strada immersa nel verde della foresta pluviale. Ripetutamente calpestiamo e facciamo scoppiare qualcosa sull'asfalto. Ci sembrano delle rane e siamo un pò dispiaciuti. Poi ci accorgiamo che sono delle noci e siamo contenti che le rane siano salve.
Arriviamo al Coconut Beach Rainforest Retreat che è meravigliosamente immerso nel verde. Sarebbe un peccato dormire quando si è in un posto così bello ma siamo stanchi. Purtroppo abbandonato dal 2011 perchè invenduto, il resort è stato vandalizzato nell'ottobre 2017 more ....
Totale Km 172.

21 Sett

Red Red Red Red
Il risveglio ci fa apprezzare ancora di più la splendida ambientazione del resort. La colazione è in un luogo stupenda: alberi tropicali, spiaggia bianca e pancetta croccante. Partiamo salutati da un canterino portiere dell'albergo e passiamo di spiaggia in spiaggia tra scorci di fitta foresta pluviale.
Bello il giro aereo tra gli alberi al Daintree Rain Forest e molto belli i fiori alla Daintree Ice Cream Company. Notiamo con piacere che con ci sono zanzare.
Arrivo a Cairns, alloggio all'Acacia Court Hotel e ancora una volta il vicino ristorante segnalato da Lonely Planet non c'è. Rimediamo, si fa per dire, all'ottimo Tha Fish al Pierpoint e ancora una volta Roberto annuncia la sua rinuncia al vino visto che siamo con la macchina. Grande la nostra sorpresa quando all'uscita Roberto viene sottoposto, per la seconda volta, al test dell'alcolemia. Pensare che se lui fosse risultato positivo e conseguentemente arrestato, noi avremmo dovuto abbandonare la macchina perchè nessuno era in grado nemmeno di pensare di guidare. Ma Roberto passa il test. Non sappiamo ancora se il poliziotto è stato comprensivo o se Roberto non aveva bevuto davvero.
Totale Km 239.Totale da Cairns a Cairns Km 411.

shell

22 Sett

Red
Si deve prendere il volo alle ore 06.45 e si fissa la sveglia alle ore 04.45 che rappresenta la migliore prestazione di tutto il viaggio. Spiacevole sorpresa: nessuna delle nostre valigie rispetta il peso limite di 20 kg. Frenetica operazione di apertura dei bagagli e susseguente tentativo di alleggerimento. Il check-in della Qantas si trasforma, sotto lo sguardo apparentemente distratto ma in realtà di severo rimprovero del personale in servizio, in una distesa di indumenti vari, biancheria sporca, avanzi di cibo, binocoli, medicine che vengono istericamente estratti, avvolti, riestratti e di nuovo riavvolti in sacchetti di plastica. Scopriamo che 20,9 è considerato come 20 e, mentre Nanda butta due paia di jeans, le Settimana Enigmistica e tutti i saponi rubati in anni di viaggi all'estero (resta da capire perchè erano arrivati fin lì), Angela si ripresenta al check-in vestita da palombaro e con una borsetta da oltre 17 kg contenente tra l'altro anche della biancheria gettata da Nanda (perchè non si sa mai ...). Riusciamo comunque a passare e l'aeroplano parte nonostante i chili in più contrabbandati da Angela.
Facciamo una sosta a Townsville e ci sorbiamo un altro briefing sulla sicurezza. Per fortuna alla successiva fermata noi scendiamo: chi prosegue per Brisbane si fermerà anche a Rockhampton portanto a quattro il computo delle spiegazioni sui giubbotti di salvataggio e sulle uscite di emergenza.
Comincia l'ultima settimana di vacanza tutta dedicata al riposo: da oggi non dobbiamo fare più niente, non dobbiamo più alzarci presto e non dobbiamo più guidare.
Arrivo a Mackay, trasporto a Airlie Beach. Solo al nostro ritorno a casa scopriremo che il nostro trasporto era stato inizialmemente cancellato e poi ripristinato solo perchè non ci avevano trovato grazie a Roberto che aveva dato un numero di telefono senza lo zero.
Arriviamo e dopo aver concordato l'appuntamento per il ritorno andiamo al porto e, dopo una breve attesa, ci imbarchiamo su una bellissima goletta. Lasciamo il porto e andiamo subito a vela. L'ambiente a bordo è ancora un pò di ritegno. Siamo con una coppia di inglesi nostra coetanea e una coppia, sempre inglese, molto più giovane. L'equipaggio comprende, oltre al pittoresco capitano, un marinaio (che fa tutto dalle vele alla cucina e ci trasporta col tender) e una hostess (che non fa niente o che fa tutto a qualcun altro). Primo tramonto e prime chiacchere. Va tutto molto bene.

23 Sett

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Si dorme benissimo cullati dalle onde. Ci spostiamo e facciamo una prima nuotata in acqua. C'è abbastanza pesce e vediamo snapper, napoleoni, murene, cernie, pesci pagliaccio, chirurghi, rabbit fish, butterfly, hogfish: un pò tutto quello che ci deve essere in un mare tropicale. C'è molto corallo colorato e lo spettacolo è completo. L'acqua però è molto fredda. Per fortuna abbiamo preso le mute a protezione dalle meduse perchè l'acqua è davvero fredda.
Facciamo due nuotate. Raggiungiamo un profondo fiordo e Leo con la giovane coppia inglese fanno una breve passeggiata verso un sito ricco di pitture rupestri. La cena, ma soprattutto il vino, cominciano a sciogliere i rapporti tra i passeggeri.

24 Sett

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Si parte molto presto verso la celebrata spiaggia di Hill Inlet dove il turchese dell'acqua contrasta il verde della foresta. Nanda fa il bagno. Roberto trascina in acqua Angela che recalcitra ma poi è contenta. Difficile da raccontare e difficile da fotografare nella sua vastità ma noi fotografiamo lo stesso. Non ci sono davvero parole.
Torniamo sulla barca e siamo circondati dalle tartarughe. Veleggiamo verso l'ultima rada. Nuova passeggiata per Leo e gli inglesi (stavolta tutti e quattro). Cena spigliata con tante chiacchere. Gli inglesi guardano attoniti i nostri minuziosi appunti di viaggio con qualche sguardo di comprensione verso Angela e Nanda che devono convivere con esseri così perversi.

25 Sett

Red
Sveglia e trasferimento verso Shute Harbour. La gita sta finendo e siamo silenziosi.
Veloce trasferimento ad Airlie Beach e quindi a Mackay per il volo verso Brisbane e poi a Sydney. Nanda viene controllata ancora per il possesso degli esplosivi. Cena con hamburger a Brisbane. Nuovo volo, taxi e alloggio al Central Park Hotel.


Album foto Sydney, Sett 2007

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26 Sett

Sydney Sydney Sydney Sydney
La sveglia a Sydney ci riporta in un mondo di traffico dopo più di tre settimane e ci sembra un pò strano. Strano è pure l'albergo: belle camere, arredamento stylish, tutto curato pulito ed efficiente ma non c'è da fare colazione. Solo un piccolo bar con accesso diretto dalla strada che scopriremo fare un ottimo caffè. Troviamo un bar per fare colazione (ci torneremo altre volte) e ci avviamo a piedi verso il Circular Quay.
Negozi, mall, vetrine, negozi e ancora negozi. Camminiamo come in trance tra gente elegante vestita con la giacca e la cravatta, e noi abbiamo nostalgia del Kimberly (o almeno dell'outback). Arriviamo all'Opera House. Visitiamo il Botanic Garden. Sydney è veramente bella.
Prendiamo il ferry per il Taronga Zoo. La passeggiata è bella, ci sono molti animali ma forse un elefante in meno e un canguro in più ci sarebbe fatto felici. Vediamo il tasmanian devil, vediamo il wombat e siamo contenti. Andiamo anche al Sea life Sydney Aquarium (oggi è la giornata dell'animale in cattività).
La giornata vola via e complice la visione notturna della skyline di Sydney andiamo all'Oyster Cove sul Circular Quay (oggi rilocato a Broome,WA). Ottime ostriche, ottimi gamberoni, conto contenuto ma un freddo polare. Siamo circondati da eleganti coppie con lui in giacca e cravatta e lei scollata e coi tacchi a spillo (sono eleganti anche i giapponesi) mentre noi siamo gli unici imbaccuccati nei nostri k-way con anche il cappuccio in testa: strano che nessuno tra i camerieri o tra i giapponesi ci faccia almeno una fotografia. Poi pensiamo agli albanesi che sbarcano in Puglia e ci togliamo almeno il cappuccio per soffrire il freddo in silenzio. Gli sguardi dei camerieri sono sempre di velato rimprovero. Non lasciamo la mancia con la scusa che in Australia non si usa.

27 Sett

Sydney Sydney
Il giorno prima abbiamo cercato di noleggiare una macchina per oggi ma purtroppo c'è una festa scolastica e non troviamo macchine pur provando con tutte le compagnie disponibili. Rinunciamo a comprare una Ferrari usata e prendiamo un taxi per andare allo Split Bridge per una passeggiata a Manly. Saliscendi tra spiagge, rocce e bellissime ville. Vale sempre la pena di passare dove abitano i ricchi. Vediamo la City da lontano, vediamo l'imbocco del fiordo di Sydney e arriviamo, stanchi ma felici a Manly. Un breve ristoro e ci dedichiamo allo shopping più sfrenato. Libri, cappellini, magliette, felpe e qualsivoglia altra grossolanità da turisti viene comprata in un'eccitata corsa contro il tempo. Ci riposiamo sul lungomare (in realtà Roberto si addormenta) aspettando l'orario per la cena. Alle 18.30 siamo già seduti a cenare (forse questo viaggio ci ha cambiato un pò dentro) e alle 20 prendiamo il ferry. Ritorno al buio con stupenda visione della City e fuga precipitosa in taxi verso l'albergo per dormire.

28 Sett

Sydney
La giornata è dedicata allo shopping ed è duro fermare la mano protesa verso la carta di credito di Angela e Nanda. Anche ricordando che abbiamo tutta la giornata alle 9.30 siamo già carichi di sacchetti, pacchi e buste di irrepetibili opportunità consumistiche. Andiamo a the Rock: solo la stanchezza ci aiuta a rallentare il ritmo.
Passate le 14 le forze vengono a mancare e si torna in albergo non senza aver prenotato la cena sulla Sydney Tower per le 20.30. Sosta per recupero energie in albergo (e, ahimè, predisposizione valige con attenzione al peso) e si va alle 18.30 alla torre (forse siamo davvero cambiati dentro almeno nell'approccio all'orario della cena).
Un'immigrata brasiliana trova conforto nel portoghese di Roberto e ci parcheggia al bar in attesa del nostro turno. Beviamo una birra guardando la città che gira sotto di noi e all'ora designata andiamo al buffet del ristorante. La confusione e la ressa sono spettacolari mentre del panorama non si vede nulla. Per fortuna l'abbiamo goduto prima. Ci perdiamo due volte perchè il blocco centrale con il buffet ruota rispetto ai tavoli e così saltano i tuoi punti di riferimento. Alcuni personaggi sono veramente singolari e alcuni giovani specimen emanano vistosamente ferormoni. Molti fanno la coda e non sanno per che cosa. Tutti girano intorno senza sapere più dove devono sedersi. Nel complesso non mangiamo male ma l'ambiente non fa per noi. Mesto rientro all'albergo: anche se non abbiamo voluto pensarci sappiamo che domani si rientra a casa.

29-30 Sett

Ultima mattinata di shopping. Il mercatino al The Rock è piccolo per chi è abituato a Traversetolo o Noceto ma troviamo i denti di squalo ed altre amene paccottiglie. Ci trasciniamo stancamente fino all'ora del trasferimento all'aeroporto e partiamo per le nostre 24 ore di volo ...
Durante il viaggio Leo viene assalito da un fastidioso mal di gola che lo fa tossire e ansimare. Nanda teme che gli altri passeggeri pensino ad un attacco di SARS e ci costringano a scendere dall'aeroplano ma ce la caviamo fino a Linate.
Totale km guidati da noi 7.193, di cui almeno 1.230 su sterrato.